FESTA DELLA ZUCCA a VENZONE

Sara Erzetti
26 ottobre 2015

Ciao e buon lunedì,

oggi voglio parlarvi della Festa della Zucca che è stata fatta il 24 e 25 Ottobre, ossia il week end appena passato, a Venzone.

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Venzone è un piccolo paesino di bassa montagna (230m s.l.m.) con all’incirca 2.000 abitanti, il cui centro storico è circondato da una cinta muraria, sito in provincia di Udine in Friuli Venezia Giulia.
Questo paese, dal 1965 è considerato monumento nazionale, ed è stato protagonista dello spiacevole e disastroso terremoto del 1976 che l’ha quasi completamente raso al suolo ma grazie ai vari aiuti ricevuti e alla voglia degli abitanti di rimettersi in piedi è stata ricostruita  in maniera ammirevole.

Il paesino è per me familiare perchè mio nonno è cresciuto li e quindi ci sono stata tantissime volte tanto da conoscere ormai ogni vicolo a memoria, è davvero una cittadina molto bella e caratteristica che vi consiglio di visitare.

Passando alla festa, è un evento annuale che si tiene dal 1991 ogni quarto fine settimana di ottobre. Si ambienta in tutte le vie del centro storico e potrete trovare musicisti, giocolieri, dame, mangia fuoco e cavalieri tutti in vesti tipicamente medievali che allieteranno queste due giornate con spettacoli e musiche rendendo l’atmosfera ancora più bella. Troverete molte corti di case adibiti per l’occasione a taverne dove potrete mangiare cibi tipici e a base di zucca, inoltre ci sono anche molte bancarelle dove potete trovare sempre alimenti a base di zucca o oggetti artigianali fatti a mano ma potete anche trovare zone dove potete divertirvi a provare i giochi di una volta.  All’imbrunire inizieranno ad accendersi per tutte le viuzze le fiaccole e delle candele alle finestre, il tutto è decorato a tema autunnale.

La leggenda narra…

LA ZUCCA D’ORO DI VENZONE

Narrano le antiche cronache che la nobilissima comunità di Venzone dopo d’aver munito il paese di superbe difese, d’averlo abbellito di maestosi palazzi e del suo splendido Duomo, quando volle portare a termine il campanile si trovò sprovvista del denaro necessario. Da alcune settimane i lavori si erano dovuti interrompere ed i passanti cominciavano a lanciare qualche frizzo che pungeva l’onorabilità dell’autorità e della cittadina.

Il consiglio allora radunato d’urgenza decretò provvedimenti straordinari: i pedaggi sulle merci vennero raddoppiati, tutti i forestieri transitanti per Venzone vi dovevano lasciare un’offerta, si dovevano prestare giornate di lavoro gratuito …

E così pur tra qualche malumore, qualche lite, si riuscì ad ultimare anche la guglia che fu ricoperta tutta di rame. Mancava ancora qualcosa e per questo fu chiamato un maestro di Udine che coronò la bella opera con una palla dorata sormontata da una croce.

Ma restò male l’artista quando si presentò per ricevere la ricompensa del suo lavoro: si disse che il consiglio era in strettezze, che pure lui doveva lasciare qualche giornata gratuita … insomma il consiglio per sua bontà gli concedeva un terzo della somma pattuita. Non disse nulla il brav’uomo, si mostrò soddisfatto, ringraziò … aveva visto certe corde, certe inferriate, quella tal berlina di cui facevan largo uso quei signori, ma in cuor suo giurò di ripagarsi dello scorno subito.

Nel cuor della notte salì sull’impalcatura del campanile che non era stata tolta e sostituì la bella palla lucente con … una fresca zucca cosìben dipinta che nessuno si sarebbe accorto della sostituzione. Il giorno dopo l’udinese tolse l’impalcatura, salutò il consiglio e se ne partì in fretta mentre i venzonesi suonando a distesa le loro campane si preparavano a solenni feste d’inaugurazione.

Ma dopo qualche tempo avveniva qualcosa di strano lassù, sopra la guglia del campanile la palla mutava colore, la forma non era più quella … I venzonesi facevano le più impensate supposizioni, ma quale non fu la loro meraviglia quando un giorno videro cadere giù la palla in certi pezzi gialli simili ai resti di una focaccia spappolata …

Non vi saprei poi descrivere il loro sdegno quando si accorsero di esser stati così clamorosamente giocati.

I camerari del Duomo diedero subito ordine che i resti fossero tolti e lo scandalo non si propagasse.

Ma caso volle che proprio quel giorno fossero passati alcuni “Carnielli” che ben volentieri divulgarono la beffa ai quattro venti e così fu che i venzonesi fino ai nostri giorni venissero chiamati i “cogoçârs”.

 

Se non ci siete mai andati ve lo consiglio davvero; quest’anno ci sono stata solo ieri sera per qualche ora e sono così riuscita a scattare qualche foto che vi lascio qui sotto .

 

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